Balcanicus
(19/05/2008 16:39)
Il bilinguismo non consegue bietnicità. La moltitudine dei documenti amministrativi, dal tempo dell'invasione ottomana, dimostra cognomi e nomi albanesi in Himara. Ciò che magari fa errare è la fede ortodossa professata in questa regione. Ma come voi ben sapete la religione comune (ortodossa)non presuppone una singola nazionalità (greci, serbi, bulgari ecc.) sebbene storicamente le varie chiese ortodosse si sono valse dell'autocefalità (ovvero il nazionalismo ecclesiastico). Tuttavia ci sono delle differenze da evidenziare. Lo stato greco tuttoggi non ha cifre delle minoranze presenti nel suo territorio. Vari esponenti suoi addiritura negano la loro esistenza; nessuna lingua viene riconosciuta costituzionalmente dentro i suoi confini e solo due anni fa una risoluzione dell'Assemblea dell'ONU criticava duramente Atene per il trattamento riservato agli immigrati. Dall'altra parte i veri Greci in Albania (per veri intendo quelli che da sempre conversano esclusivamente in lingua greca non solo negli ultimi 10 anni ma da sempre) i qualli sono circoscrivibbili nella valle del Dropull hanno scuole, università, insegne stradali ecc. Perfino al tempo della dittatura comunista oltre alle succitate, avevano il loro giornale, le loro istituzioni culturali e il vicePresidente del Parlamento albanese veniva sempre dal loro seno. Insomma le differenze di trattamento sono tante fra Atene e Tirana.