Kusta i bosnjaci / Il caso Kusturica / Montenegro / aree / Home - Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa

Kusta i bosnjaci

"Quando ho lasciato Belgrado per sempre, Kusturica mi ha rimproverato nei certi suoi scarabocchi nel NIN che mi sono "rifugiato nel nazionalismo della moglie" ( e' cioe' che lei, essendo croata, è inevitabilmente anche nazionalista). Questa sua è una baggianata bella tosta, però è vero che con lei, così come con molti altri, condividevo l'identità o almeno accettavo una parte d'identità. Per me si tratta di una cosa normale, e quindi non rimprovero a Kusto che ha scelto la nazione serba come la sua, ovvero, come lui direbbe, la nazione di sua moglie come la propria. Inoltre, condividere l'identità é auspicabile, però quello che non mi sta bene è che Kusto non è stato mai critico di tutto quel negativo che si trova nella sua nazione neoeletta, perchè lui avrebbe diritto ancor più di quelli che sono serbi di nascita, tanto che la liberta di scelta é più forte della casualità di nascita. Mentre io stavo criticando " il nazionalismo della moglie", lui chiacchierava con Milosevic, gli cantava le laudi, gli portava i regali, sputava sull' occidente che abbia osato attacare questo serial killer e l'ha minacciato con l'Aia, insultava le altre nazioni e gli dava dei 'cocchieri viennesi' ecc. Il fatto che abbia passato dalla parte dei serbi non é discutibile, soltanto il timming che è dubbioso, perchè si è messo dalla parte degli esecutori." M. Kovac