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Da Venezia, per gli studenti in Serbia

ita
28 febbraio 2025

Il 22 febbraio scorso si è svolta a Venezia una manifestazione a sostegno degli studenti che in Serbia protestano da mesi contro la corruzione del governo. Organizzata da studenti serbi che studiano a Venezia, vi hanno partecipato anche studenti e cittadine e cittadini della diaspora di Padova, Milano, Trieste e Bologna. Testo di Aleksandra Ivić, foto di Malena Janković

“Cari amici, studenti, membri della diaspora, e tutti coloro che credono nella giustizia, oggi ci riuniamo qui a Venezia, città che unisce passato e presente, simbolo di cultura e di lotta per la libertà. Grazie per la vostra presenza qui oggi. Dimostra quanto il confine è solo una linea su una mappa mentre le idee di giustizia, bontà e libertà superano qualsiasi confine.” Con queste parole Srdan Vlahović, studente che frequenta l’Università Ca' Foscari, ha dato il via alla pacifica manifestazione organizzata lo scorso 22 febbraio davanti alla Basilica di Santa Maria della Salute.

“Ma oggi non pariamo solo di idee”, ha proseguito Srdan, “ma di realtà: dell’ingiustizia che ci ha colpito, delle persone morte nella tragedia di Novi Sad (…) che ci ha dimostrato quanto le vite delle persone siano diventate insignificanti agli occhi di chi dovrebbe tutelarle. Questo dolore deve farci stare uno accanto all’altro, per alzare la voce, perché queste persone non vengano dimenticate, è nostro dovere agire.”

Un centinaio di persone, tra cittadini e cittadine della diaspora serba in Italia, ma anche italiani, sono qui a sostegno degli studenti in Serbia, come ha sottolineato Vlahović: “Coloro che hanno avviato questa lotta sono i più onesti tra noi, gli studenti. I giovani della Serbia, che non rappresentano solo il futuro, rappresentano il presente. Sono il coraggio, la tenacia, la luce che dimostra che la Serbia non ha perso l’anima. (…) E che parlano a nome di tutti noi”.

Sono seguiti 15 minuti di silenzio in omaggio alle quindici vittime del crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, tragedia che ha dato il via tre mesi fa alle proteste in corso in Serbia; poi un piccolo flash mob con persone vestite di nero e la mano alzata dipinta di rosso, mentre tutti gli altri hanno aperto ombrelli rossi e neri.

I presenti hanno firmato e scritto frasi su un lenzuolo bianco, su idea della giovanissima Malena Janković, all’interno di una mano dipinta di rosso, diventata simbolo delle proteste in Serbia.

Infine, lo studente Filip Milosavljević ha recitato il poema del poeta, drammaturgo e traduttore serbo Laza Kostić, “Santa Maria della Salute” (si legga la traduzione in italiano di Vjera Bakotić-Mijušković, dal libro Santa Maria della Salute - Interpress Beograd, 2003): “La leggo in onore di questo luogo e come ode dedicata ai nostri amici studenti in Serbia e alla loro lotta”.