La finalità del progetto è favorire comprensione del tema e scambi tra attori, italiani e della regione, per arginare il problema della fuga di capitale umano nei Balcani e garantire maggiore dialogo e sicurezza. In particolare il progetto affronta il problema della scarsa occupazione giovanile nei Balcani Occidentali. Ciò causa perdita di capitale umano e aumenta il rischio che giovani inoccupati cadano in forme di radicalizzazione e violento estremismo. Il progetto è svolto da CeSPI e OBC Transeuropa e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione
Il progetto intende investigare le dinamiche identitarie e culturali della storia più recente e l’attuale status culturale ed il ruolo economico delle comunità di italiani in aree di insediamento meno note dell’Europa sudorientale quali Slavonia e Moslavina (Croazia), Bosnia Erzegovina, Montenegro e Romania, con uno sguardo particolare al ruolo delle donne e nel quadro degli obiettivi dello sviluppo sostenibile (SDGs). Il progetto è coordinato dall’Istituto sui Diritti delle Minoranze di Eurac Research e realizzato con il contributo dell’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione Storica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ai sensi dell’art. 23 – bis del DPR 18/1967. Il partenariato vede coinvolte, oltre a Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, le associazioni Bellunesi nel Mondo e Trentini nel Mondo.
Da anni nell’est dell’Ucraina si combatte un conflitto, nel cuore dell’Europa. In queste settimane la situazione è degenerata sino alla drammatica invasione delle truppe di Mosca del territorio ucraino. In questo dossier le voci di chi si attiva contro la guerra; le analisi su quanto sta accadendo; gli sguardi dagli altri paesi dell’area e l’attualità
La politica migratoria dell'Unione europea si è rivelata spesso brutale nell'ultimo decennio: respingimenti, ostacoli, accordi con governi e organizzazioni violente, inefficienze e ritardi. L'afflusso dei profughi ucraini in fuga dalla guerra potrebbe portare alcune novità – ma anche far emergere nuove discriminazioni. Ne parliamo con Rossella Vignola
Lo studio aggiorna lo sguardo al ruolo della società civile rispetto all'avanzare del percorso di integrazione europea dei Balcani, anche alla luce dei risultati e delle opportunità avviate attraverso il Processo di Berlino. La ricerca si concentra sul settore delle politiche ambientali, le quali offrono uno spazio di azione privilegiato per la società civile e facilitano la crescita di relazioni transnazionali tra paesi membri e candidati all’adesione.
Negli ultimi anni, la comunità accademica internazionale e locale ha preso attivamente parte ai dibattiti sulla riforma costituzionale in Bosnia Erzegovina (BiH), condividendo conoscenze e consigli. Tuttavia, in Bosnia Erzegovina il dibattito pubblico sull'impatto del processo di integrazione europea sulla Costituzione è ancora limitato. Il Parere della Commissione europea sulla domanda di adesione della BiH e il venticinquesimo anniversario della firma degli Accordi di pace di Dayton hanno riportato alla ribalta la questione costituzionale. In questo contesto, la promozione di un dibattito accademico libero tra gli studiosi di tutto il paese, e della cultura del dialogo, del rispetto e della cooperazione è un elemento fondamentale per contribuire al dibattito pubblico, stimolandolo con saperi accademici relativi alle questioni di primaria importanza per l'agenda politica. In questa sezione OBC Transeuropa pubblicherà - in italiano, bhs e inglese - articoli e paper prodotti dalla rete di studiosi "Bosnia Erzegovina, la Costituzione e l'adesione all'UE. Una piattaforma accademica per discutere delle opzioni".