Un manoscritto rubato da un monastero ortodosso in Grecia da agenti dei servizi segreti bulgari in piena guerra fredda viene ora restituito ai legittimi proprietari. Ed è polemica.
"Non sarà un atto unilaterale e nemmeno una seconda Dayton a definire lo status del Kossovo", dichiara l'ex ministro degli esteri albanese Paskal Milo, in risposta a recenti dichiarazioni del premier serbo Djindjic.
La nuova formazione governativa, guidata da Milo Djukanovic, ha ri-attualizzato la voce stipendi di parlamentari e ministri. Si vorrebbero stipendi più alti, ma il Montenegro non è ancora sufficientemente ricco per poterlo fare.
La celebrazione del Natale ortodosso in Montenegro (7 gennaio) si è divisa, come da qualche anno ormai, tra la chiesa serba e quella montenegrina (non ancora riconosciuta). Le celebrazioni, a dispetto dello scorso anno, non sono sfociate in scontri.
Una statistica pubblicata dal quotidiano belgradese "Blic" riporta alcuni dati sulle inclinazioni politiche dei cittadini della Serbia. Le richieste: voto anticipato ed elezione diretta del presidente della repubblica.
Gli USA avvertono la Serbia che potrebbero saltare i dollari degli aiuti economici se non collaborerà con L'Aja entro il 31 marzo. Ancora attesa per la consegna di Milutinovic.
Scade il mandato del presidente della Serbia, accusato dal TPI dell'Aja di crimini di guerra. Milutinovic fa gli auguri in diretta su RTS. Il ministro della giustizia serbo accusa la Del Ponte di giustizia sommaria e le chiede di dimettersi.
I giornali montenegrini commentano la notizia circa la riduzione della pressione sui visti tra la Federazione di Jugoslavia e la Croazia. Promessi cambiamenti per agevolare la circolazione di businessman.
Una nuova tratta aerea collegherà le due capitali. E' solo uno dei segnali delle nuove relazioni che i due Paesi stanno allacciando dopo la completa interruzione dei rapporti diplomatici avvenuta nel 1999.
Mancato il quorum per la riuscita delle elezioni presidenziali. Al voto meno di 228.491 cittadini, quanto era la quota necessaria, cioè il 50 percento più un voto del totale di 456.981 cittadini della lista elettorale.
Le dichiarazioni dell'ex leader serbo bosniaco davanti al TPI dell'Aja. Una assunzione di colpevolezza che le costerà dai 15 ai 25 anni di reclusione. Però è "tardi per pentirsi", titola il quotidiano belgradese "Danas".
Jakob Finci è presidente della comunità ebraica della Bosnia Erzegovina e iniziatore della associazione civica 'Verità e Riconciliazione'. In Italia per partecipare al convegno annuale di Osservatorio sui Balcani, in questa intervista illustra il progetto della Commissione e descrive la situazione attuale della comunità ebraica bosniaca
Il candidato del partito di Djukanovic, l'ex-premier Vujanovic, sembra non avere concorrenti. Ma un gruppo di intellettuali lancia l'allarme: un Governo capace di attuare le riforme, ultima chance per il Montenegro.
Un emendamento alla nuova legge sulle privatizzazioni scatena la protesta. Annullati tutti i ricorsi contro presunte irregolarità nelle privatizzazioni in atto. "Si è istituzionalizzata la criminalità organizzata" commenta l'opposizione.
Nessuno ne parla anche se tutti lo pensano. Il Kossovo è all'impasse, al paradosso istituzionale. L'USIP, centro di ricerca statunitense, propone due documenti per iniziare a parlare finalmente del suo status finale.
Una proposta di legge dichiara fuorilegge tutti i simboli del governo collaborazionista con i nazisti. Insorge la destra e molti analisti la definiscono un cinico tentativo di avvicinarsi all'UE. Un articolo di Drago Hedl (IWPR). Traduzione a cura di Osservatorio sui Balcani.
Alle elezioni presidenziali di domenica solo il 45% degli aventi diritto si è recato alle urne. Tornata elettorale quindi annullata visto che era necessario il quorum del 50% più uno. Ora si apre una crisi politico-istituzionale di non facile soluzione.
In un recente viaggio in Italia il primo ministro Saxe-Coburg-Gotha ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera nella quale ha attaccato la magistratura di casa propria. Dure reazioni in Bulgaria.
Durante il recente summit di Praga la NATO ha invitato sette nuovi Stati ad aderire all'Alleanza. Tra questi la Slovenia, che però deve fare i conti con un'opinione pubblica non proprio entusiasta. Un articolo di Igor Juric (IWPR) tradotto dalla CARITAS.
Ballo delle poltrone in Montenegro. I due leader del DPS probabilmente si scambieranno i ruoli. Djukanovic primo ministro e Vujanovic Presidente del Montenegro. Se lo vorranno gli elettori naturalmente.
Due partiti autonomisti delle due regioni si sono coalizzati per meglio promuovere il tema della regionalizzazione. "E' una mossa strategica per le prossime elezioni parlamentari" chiarisce Dijana Vukomanovic, analista politica.
Gli Usa sondano disponibilità ed il Governo bulgaro afferma che non si tirerà indietro. "Agiremo quali alleati 'de facto' dell'Alleanza altlantica" chiarisce il Ministro degli esteri Solomon Passy.
Spetterà a Janez Drnovsek, leader dei liberaldemocratici e da dieci anni alla guida della Slovenia quale primo ministro, ricoprire la carica di Capo dello Stato portando il Paese nell'Unione europea.
Nelle scorse erano scoppiati scontri tra studenti albanesi e macedoni. Nel villaggio di Shemsevo aperta una diatriba attorno al nome di una scuola elementare. Le autorità cercano di mediare ma la tensione rimane alta.
Assolti 8 poliziotti accusati di crimini di guerra. Opinione pubblica divisa, i nazionalisti plaudono, gli altri si chiedono come uscire dall'impasse morale nella quale ci si trova. Traduzione di un articolo di Milica Cubrilo, pubblicato su Diplomatie Judiciaire.
Dopo il fallimento delle Presidenziali di settembre, a causa del mancato raggiungimento del quorum, in Serbia si ritorna alle urne. Con tanti timori che anche questa non sia la volta buona.